Per le reti di scuole: più istituti, una sola rete

La maggior parte delle piattaforme scolastiche conosce un istituto solo. Per una rete che ne riunisce dieci o cinquanta significa dieci o cinquanta sistemi separati, contratti separati, rendicontazioni separate, e nessuna possibilità che una scuola dia una mano all'altra. SchuleVernetzt è costruito dall'altra parte. La rete non è una fascetta aggiunta dopo, ma il presupposto del modello dei dati: un pool di sostituzioni può superare il cancello, un corso può riunire studenti di più istituti, e la scuola capofila vede che cosa accade nella rete senza interpellare ogni segreteria. È la forma che il DPR 275/1999 e la legge 107/2015 hanno già previsto: manca solo lo strumento che la faccia funzionare tutti i giorni.

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Vantaggi

Che cosa ne ricava una rete di scuole

Sostituzioni oltre il cancello

Se in un istituto manca un'ora e lì non è libero nessuno, una scuola vicina della rete può prenderla. Se e come sia consentito lo stabilisce l'accordo di rete: la tecnica è pronta.

Materie piccole messe insieme

Un corso che in un solo istituto non raggiunge mai il numero minimo, su tre lo raggiunge. Corsi comuni e materiale condiviso fanno parte della stessa rete.

Una vista invece di solleciti

Assenze, copertura e ore scoperte su tutti gli istituti della rete, senza che qualcuno raccolga numeri via mail e li unisca a mano in un foglio.

Un impianto unico per la protezione dei dati

Un solo impianto contrattuale per la rete, con un atto di nomina a responsabile per ciascun istituto titolare. Server ospitati nell'Unione europea, ruoli fino a chi insegna, termini di conservazione configurabili per scuola.

Come funziona

Come nasce una rete di scuole

Quattro passaggi, e il primo è il più piccolo: due istituti bastano per vedere se il pool regge nella pratica di ogni mattina.

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    Collegare due istituti

    Due scuole che già si aiutano formano la prima rete. Entrambe mantengono il proprio registro, le proprie classi e la propria comunicazione con le famiglie: nulla di ciò che funziona viene toccato.

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    Deliberare le regole

    L'accordo di rete stabilisce quali ore possono entrare nel pool, chi può accettarle e quanta distanza fra le sedi sia ragionevole. Consiglio d'istituto e collegio dei docenti deliberano per la parte di rispettiva competenza.

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    Coprire un'ora nella pratica

    Un'ora scoperta compare nel pool, un docente della scuola vicina la prende, ed entrambi gli istituti vedono la stessa cosa nell'orario. Il riconoscimento economico dietro lo regola l'accordo di rete, non l'applicazione.

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    Ampliare la rete

    Altri istituti aderiscono senza riconfigurare quelli già dentro. Corsi comuni e materiale condiviso arrivano appena partecipano più di due sedi, che è anche il momento in cui la rete inizia a rendere davvero.

A confronto

In rete oppure istituti singoli affiancati

SchuleVernetzt in rete
SostituzioniUn pool su tutti gli istituti aderenti
CorsiPianificabili fra istituti
Visione d'insiemeUna vista su tutte le sedi della rete
Impianto contrattualeUno per la rete, un atto per ogni titolare
Sistemi separati per istituto
SostituzioniSi ferma al proprio collegio
CorsiSolo all'interno di un istituto
Visione d'insiemeUn rendiconto per scuola, unito a mano
Impianto contrattualeUna trattativa separata per ogni scuola
Nel dettaglio

Che cosa risolve la rete in concreto

Il problema delle sostituzioni non finisce al cancello

Le ore scoperte nascono raramente dal fatto che in tutto il territorio nessuno avesse tempo. Nascono dal fatto che la ricerca si ferma al confine dell'istituto. Una scuola cerca nel proprio collegio, non trova nessuno e segnala l'ora scoperta, mentre due chilometri più in là un docente della stessa classe di concorso ha un'ora a disposizione di cui nessuno sa nulla. È esattamente l'informazione che oggi manca, e nessuna piattaforma che conosca un solo istituto può fornirla. Un pool comune la rende visibile. Che poi ne nasca una sostituzione dipende dall'accordo di rete e dal consenso della persona, come vuole l'articolo 7 del DPR 275/1999; ma la domanda si può porre soltanto quando l'informazione esiste. In molte reti di ambito questa collaborazione è già scritta sulla carta e si ferma davanti alla mancanza di uno strumento comune.

Materie piccole e la soglia minima

Ogni rete conosce corsi che in un singolo istituto falliscono sul numero di iscritti: una terza lingua, una materia opzionale, un potenziamento che interessa sei studenti per scuola. Su tre istituti il gruppo sarebbe abbastanza grande, ma non c'è modo di formarlo: i sistemi non si conoscono, l'iscrizione va per scuola e nessuno vede la somma. È il caso tipico della rete di scopo prevista dalla legge 107/2015. SchuleVernetzt gestisce corsi che possono contenere studenti di più istituti e mostra alla capofila dove un gruppo comune si formerebbe già sui numeri. Se si formi nella pratica dipende da orari e spostamenti, non dal software; ma anche qui vale la stessa regola: solo quando il numero è visibile diventa una decisione invece di un'ipotesi.

Chi decide che cosa, e chi vede che cosa

In Italia non esiste un unico ente che tenga insieme una scuola: le competenze sono distribuite, e uno strumento che lo ignora finisce per dare a qualcuno una vista che non gli spetta. Il quadro e il personale vengono dallo Stato, attraverso il Ministero dell'istruzione e del merito e gli uffici scolastici regionali. Gli edifici, gli arredi e le utenze sono dell'ente locale: comune per primaria e secondaria di primo grado, provincia o città metropolitana per la secondaria di secondo grado, secondo la legge 23/1996. La gestione dell'istituzione, e con essa la responsabilità sui dati, sta al dirigente scolastico. La rete, infine, è un accordo fra istituzioni autonome. SchuleVernetzt segue questa mappa: l'accesso a registro, valutazioni e comunicazione con le famiglie resta dentro l'istituto; la capofila vede indicatori fra scuole, quante ore sono saltate, quante ne ha assorbite il pool, come si distribuisce il carico. Bastano per governare la rete e non richiedono un solo nome. Il modello dei ruoli separa i due livelli tecnicamente, non solo sulla carta: un account di rete non può aprire il livello di dettaglio, nemmeno per errore.

La rete non nasce tutta insieme

Nessuna rete converte cinquanta istituti in una data, e non serve. Funziona già dal secondo: due scuole vicine che si aiutano da anni sono il primo passo più solido. Le altre si aggiungono dopo, senza che le prime cambino nulla. Un istituto può anche aderire a una rete esistente pur non essendone il capofila, e per chi insegna l'uso individuale resta gratuito.

FAQ

Domande frequenti sulle reti di scuole

Lo decide l'accordo di rete, non il software. L'articolo 7 del DPR 275/1999 prevede espressamente lo scambio temporaneo di docenti fra istituzioni della stessa rete, con il consenso della persona interessata e a parità di stato giuridico; l'accordo va deliberato dagli organi collegiali di ciascuna scuola per la parte di competenza. La legge 107/2015, al comma 71, chiede che l'accordo indichi criteri e modalità di utilizzo dei docenti nella rete. SchuleVernetzt rispecchia ciò che avete deliberato: stabilite quali istituti condividono un pool e quali ore possono esservi offerte.

No, e non è una scelta del software. L'ente locale ha una competenza precisa e diversa: la legge 23/1996 gli assegna gli edifici, gli arredi e le utenze, al comune per primaria e secondaria di primo grado, alla provincia o città metropolitana per la secondaria di secondo grado. Il titolare del trattamento dei dati didattici resta l'istituzione scolastica, che agisce attraverso il dirigente scolastico. Nessun account di un ente locale apre il livello di dettaglio.

Porta con sé i propri dati e prosegue da solo. La rete è un collegamento fra istituzioni autonome, non un serbatoio comune da cui non si possa più estrarre nulla. L'esportazione completa fa parte del pacchetto, com'è coerente con il fatto che ogni istituto resta titolare dei propri trattamenti.

No. Ogni istituto lavora con ciò di cui ha bisogno; sono collegati soltanto gli ambiti che riguardano la rete: sostituzioni, corsi comuni, materiale condiviso. Una scuola che tiene il registro elettronico altrove può comunque partecipare al pool, perché il pool non richiede di spostare il registro.

Ogni istituto resta titolare del trattamento per i propri dati e nomina il fornitore responsabile ai sensi dell'articolo 28 del GDPR; l'accordo di rete definisce che cosa viene condiviso e a quale scopo. I dati sono ospitati nell'Unione europea e il modello di ruoli separa anche fra istituti: la scuola vicina vede l'ora scoperta, non il registro. I termini di conservazione li imposta ogni istituto secondo il proprio piano di conservazione.

La rete è il terzo piano e si rivolge a chi la coordina. Un singolo istituto può anche aderire a una rete esistente senza esserne il capofila, e per chi insegna l'uso individuale è gratuito e resta gratuito. Come è costruito il modello di prezzo è spiegato nella pagina dei prezzi; gli importi arriveranno al lancio.
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